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Con il termine "riscaldamento" s’intendono
quelle attività che precedono la gara o l’allenamento
durante il quale l'atleta esegue una modesta esercitazione (spesso
è un “rito”) per il raggiungimento di una più
favorevole attivazione sia fisiologica che psicologica. L'effetto
del riscaldamento è l'aumento della temperatura corporea
di 1 o 2 gradi ed i vantaggi sono: più rendimento e minore
probabilità d’infortuni.
Questa modificazione comporta:
· miglioramento della contrazione del muscolo attraverso
la diminuzione della viscosità muscolare;
· migliore ossigenazione dei muscoli grazie all’aumento
della vasodilatazione;
· migliore reclutamento muscolare per una più efficiente
facilitazione neuromuscolare;
· aumento della sensibilità dei recettori nervosi
e della velocità di trasmissione dei loro impulsi;
· la diminuzione della viscosità del liquido sinoviale
delle articolazioni che, favorendo lo scorrimento delle superfici
articolari, consente maggiore economicità nei movimenti;
· l’attivazione delle reazioni chimiche all’interno
delle cellule che permette un uso più adeguato dei substrati
energetici.
Il
riscaldamento ha aspetti diversi in base all'attività alle
quali è preposto: se precede l’allenamento ha il
compito di preparare l'organismo a sostenere i carichi allenanti
senza compromettere l'integrità fisica dell'atleta se,
invece, precede una competizione l'obiettivo è quello di
esprimersi ai massimi livelli ponendo l’attenzione verso
il controllo tecnico e tattico della gara, la fiducia nei propri
mezzi ed un giusto grado di tensione e si basa, spesso, sull'utilizzo
rituale degli stessi gesti.
Tutti gli atleti d’alto livello dividono il riscaldamento
in tre fasi:
prima fase |
attivazione fisiologica |
seconda fase |
esercizi d’allungamento e mobilità |
terza fase |
ricerca della concentrazione, attivazione psicofisica ed
esercizi di rifinitura della tecnica ottimale di gara |
E’ parte integrante di questa preparazione proprio l’attivazione
di quei processi mentali che permettono di dedicarsi agli esercizi
senza pensare ad altro (trovare la giusta concentrazione!)
e questo approntamento è quello più difficile da
ottenere anche perché spesso inizia senza rendersene conto
(nello spogliatoio già s’immagina il tuffo di partenza
o la battuta della palla).
Il riscaldamento è l'unica maniera efficace per prevenire
i crampi e sottoporsi ad alcuni minuti di riscaldamento e stretching
è una regola aurea da seguire sempre, sia per una nuotata
che per una sfida a beach volley. Specialmente se fa caldo il
rischio di crampi è maggiore perché con il sudore
si perdono minerali fondamentali come il calcio, il sodio e il
potassio la cui mancanza altera le funzioni delle cellule muscolari.
Il ruolo di prevenzione del riscaldamento è molto più
importante nel sedentario e in particolare in chi ha problemi
di tipo coronario: 3-4 minuti di jogging bastano per pre-parare
il cuore a sostenere lo sforzo.
Il “defaticamento”, viceversa, segna
la fine dell’allenamento e ha funzioni opposte al riscaldamento
e cioè decontrarre la muscolatura, diminuire l’attenzione
mentale e passare a una fase di rilassamento. Il defaticamento
(o “cool down”) ripresenta gli stessi esercizi del
riscaldamento: movimenti a corpo libero, bicicletta, la corsetta
e lo stretching (allungamento muscolare).
Queste attività aumentano le capacità del fisico
di rimuovere le scorie prodotte dall’allenamento (acido
lattico e cataboliti muscolari) favorendo così il recupero,
lo smaltimento della fatica ed evitando fastidiosi dolori muscolari.
Trattando
del riscaldamento sottolineavamo come, accanto ai vantaggi fisiologici,
si dovesse anche parlare di “ritualità” per
cercare la maggiore concentrazione possibile. Parlando invece
di defaticamento, si deve rilevare come, accanto ai benefici per
una più pronto recupero, ci sia come obiettivo il ritorno
ad uno stato di normale quiete e rilassamento.
Nel defaticamento tutto dovrà essere più “dolce”:
il ritmo degli esercizi dovrà essere blando per favorire
i processi di recupero sia fisici che mentali così, riprendendo
più in fretta, si predispongono meglio gli allenamenti
successivi. Anche i più pesanti debiti di ossigeno vengono
“pagati” più velocemente attraverso un leggero
lavoro fisico da svolgere alla fine delle sedute.
Sino a qualche anno fa alcuni tecnici consideravano il defaticamento
nocivo.
Il ragionamento di questi era: l'allenamento serve, per effetto
dell'attività fisica, alla formazione di metaboliti i quali
favoriscono il verificarsi nell'organismo di quegli adattamenti
grazie ai quali la prestazione migliorerà. In chi fa il
defaticamento verrebbe facilitata la precoce eliminazione proprio
di questi metaboliti e di conseguenza, a parità di carico
allenante, i miglioramenti delle prestazioni risulterebbero inferiori.
Ma con il defaticamento si allontana soltanto ciò che di
negativo ha lasciato la seduta appena terminata senza eliminare
gli adattamenti allenanti ed affrontando in condizioni migliori
la seduta successiva grazie a muscoli meno dolenti e meno affaticati.
L'allenamento di solito è condotto a intensità elevate.
Si pensi alle partitelle in spazi ristretti nei giochi di squadra
o alle prove ripetute per il velocista o il mezzofondista dell'atletica,
per il nuotatore o il canottiere. La frequenza cardiaca è
salita vicino ai valori massimi, nei muscoli si è prodotto
acido lattico, nel sangue si è alzato il tasso di certi
ormoni e la temperatura corporea (specie in certe condizioni climatiche)
si è innalzata.
Prima della doccia, bisogna aiutare l'organismo a riportare gradualmente
tutti i valori verso quelli di riposo e sono proprio gli esercizi
poco intensi, ma protratti per alcuni minuti, a favorire questo.
I muscoli che sono stati più impegnati tendono a mantenersi
contratti ed alcuni esercizi di stretching che coinvolgono proprio
questi muscoli, aiutano a decontrarli.
Il defaticamento è importante ancor di più per chi
fa attività fisica e ha già superato i 40 anni perché,
in questo caso, l’inizio e la fine dell'allenamento rappresentano
fasi impegnative per l'apparato cardiocircolatorio, specie se
il passaggio dal riposo al lavoro e quello dal lavoro al riposo
è brusco.
Per questi sportivi il defaticamento è assolutamente consigliabile,
così come il riscaldamento.
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