| Dopo
gli anni '80 il precetto per chi frequentava le palestre era:
FATICARE, SUDARE E SOFFRIRE.
Il corpo era considerato alla stregua di una macchina scollegata
dall'emotività, dalla psiche. C'era l'aerobica, il body
building, il tapis roulant, i muscoli scolpiti ed il verbo di
tutti era: APPARIRE. Bisognava conformarsi a modelli estetici
spesso difficili da raggiungere. Si cercava di violentare il proprio
corpo costringendolo a tradire
se stesso per adeguarsi a canoni che non lo riguardavano. Per
esempio: un uomo dalla corporatura endomorfa (robusta) non sarebbe
mai potuto diventare un efebo.
Tutto questo era definito come:
FITNESS. Con l'inizio del nuovo
millennio in palestra si va soprattutto per imparare a conoscere
il proprio corpo, ad accertarsi anche con i propri difetti, a
pensare positivo e non pretendere mai troppo da sè stessi.
Corpo e psiche sono, giustamente, considerati come un'armoniosa
fusione ed il "training" non riguarda più solo
il corpo ma anche la mente che può così liberarsi
da tensioni e stress.
Il
fitness è sostituito dal WELLNESS,
l'apparire dall'ESSERE.
Non s'inseguono più i modelli estetici
ma si tenta di ritrovare un proprio equilibrio. Alle discipline
classiche del fitness si aggiungono movimenti a corpo libero,
danza, esercizi di rilassamento e di respirazione, stretcking,
yoga e massaggi. Si lavora con il corpo (non più "sul
corpo") per raggiungere oltre che una resistenza fisica uno
stato di benessere psicofisico, una flessibilità e vitalità
anche mentale. Si tenta d'armonizzare mente e corpo per vincere
le tensioni sia mentali che muscolari
La palestra, tra l'altro sempre più frequentata, non è
più il luogo dove muoversi equivale a soffrire ma il movimento
è, prima di tutto, piacere, conoscenza del proprio corpo
e mantenimento del proprio benessere. L'idea è che tutto
quello che fa bene al corpo ha anche effetti benefici sullo spirito
e viceversa. Il training non è più solo del corpo
ma anche dello spirito.
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