Secondo le più moderne teorie di progettazione
di impianti sportivi il successo di un complesso si caratterizza dal
raggiungimento di quattro obiettivi diversi: economico, sociale, ambientale
e fisico.
Da questa stringata premessa appare subito evidente che il concetto
di progetto supera l’ottica architettonica per divenire oggetto
di professionalità, competenze e creatività di tipo trasversale.
Questo perchè è solo attraverso la trasversalità
che l’opera riuscirà ad esplicare, in forma efficiente,
il suo potenziale su tutti i pubblici di riferimento.Ogni impianto sportivo,
per sopravvivere, deve vincere l’esame del tempo. Per far questo,
nella fase della progettazione, si dovrà avere una visione futuristica,
non limitata alla spinta emozionale dell’evento attuale, ma proiettata
verso obiettivi di funzionalità futura.
Obiettivi economici
Il concetto in questo caso è molto semplice: il denaro complessivamente
speso per la costruzione, la manutenzione e la gestione nell’intera
vita dell’impianto, deve essere inferiore ai ricavi generati.
Non deve necessariamente essere maggiore nel breve periodo ma deve esserlo,
senza alcun dubbio, nel lungo termine.
Il ragionamento più importante da sviluppare a questo proposito
è che i soldi spesi per la
costruzione
sono solo la punta dell’iceberg di quel che vi aspetta nei cinquant’anni
di vita media della costruzione. In termini più semplici, i capitali
che occorreranno nella vita dell’impianto, per permetterne l’uso,
sono molto superiori ai capitali necessari per progettare oltre che
costruire la struttura. Uno dei criteri più noti per conseguire
l’obiettivo economico è quello denominato “teoria
del petalo” elaborato da Rod Sheard, uno dei più
conosciuti progettisti internazionali. Secondo questa semplice teoria
esiste un parallelismo tra il complesso sportivo ed un fiore. Il fiore
assolverà al meglio alla sua funzione se la grande e varia quantità
dei petali attirerà molte api. Nell’ambito della metafora
i petali dell’impianto sono rappresentati dalla soddisfazione
dello spettatore, dal dare ai clienti ciò che vogliono; le api
sono gli spettatori. Purtroppo, sino ad oggi, i progettisti hanno dato
ben poca soddisfazione agli spettatori attirando (nella metafora) sempre
meno api. La strategia per il successo è opposta: implementare
sempre più il numero di petali: sedute confortevoli, servizi,
parcheggi, trasporti pubblici raggiungibili, locali per videogame, musei
e negozi, cinema. Lo scopo finale è raggiungere la soddisfazione
e l’interesse dei clienti che verranno nel nostro impianto, godranno
di quanto è stato costruito, spenderanno e genereranno ricavi.
Obiettivi sociali
Il dato insindacabile è che, soprattutto nei grandi eventi sportivi
mondiali, la maggioranza delle persone appassionate non sono presenti
fisicamente all’interno dell’impianto sportivo. Ad esempio,
per il torneo di Wimbledon le persone che seguono la manifestazione
dal vivo sono 400.000 mentre oltre un miliardo di persone hanno contatti
con la manifestazione in modalità remota attraverso i mezzi di
comunicazione di massa. In termini strettamente legati all’impianto
e alla sua costruzione potremmo quindi dire che lo stadio tennistico
che ospita Winbledon non ha (o potrebbe non avere) sostenibilità
economica. In altri termini i ricavi derivanti dalla fruizione live
dello spettacolo sportivo potrebbero non bastare a giustificare i costi
di struttura.
Occorre
però tener conto della funzione del complesso come attivatore
sociale. In questa ottica e rivolgendosi al futuro, nel momento della
progettazione, si dovranno tener presenti due tipologie di spettatori:
coloro che frequentano gli impianti, e coloro che, colpiti dall’eco
emotivo dell’evento, seguono la manifestazione attraverso i mezzi
di comunicazione. Per soddisfare la prima tipologia, nel momento della
progettazione dell’impianto, si dovrà considerare l’impatto
sociale suscitato non solo sugli spettatori ma sulla città stessa.
Localizzare uno stadio nel centro della città, amplifica la portata
dell’evento per i visitatori e nello stesso tempo, può
fungere da catalizzatore per la rigenerazione di un contesto urbano
(come è avvenuto nel caso delle Olimpiadi di Barcellona del 1992).
Per gli spettatori in remoto la tecnologia sta cambiando il modo di
fruizione dell’evento sportivo. Nel futuro a breve e medio termine,
sarà possibile vivere le grandi manifestazioni, attraverso la
multimedialità dei servizi offerti dai nuovi mezzi di comunicazione
(pay per view, internet, ecc.) con modalità di interazione biunivoca
(ad esempio comprando il merchandise della manifestazione attraverso
il commercio elettronico) godendo di uno spettacolo diverso derivante
dalla possibilità di fruire del back-stage. Orientare la progettazione
a tutto questo significa predisporre sin dall’inizio servizi tecnologici
come il cablaggio in fibra ottica dell’intero impianto, definire
con cura la visibilità del campo ed il posizionamento delle telecamere,
investire in tabelloni digitali dell’ultima generazione….
Obiettivi ambientali
Favorire l’inserimento dell’impianto, all’interno
di un contesto pronto ad accoglierlo, genera evidenti vantaggi sia dal
punto di vista ambientale che economico. Molti dei costi di manutenzione,
successivi alla fase di progettazione dell’impianto, sono legati
al luogo in cui l’impianto sorge. Riducendo i consumi, da un lato
otterremo la probabilità di rendere l’impianto economicamente
sostenibile, dall’altro riusciremo anche a proteggere l’ambiente.
Alcuni principi di compatibilità ambientale, hanno individuato
degli spunti nel riutilizzo dell’acqua, nella ventilazione naturale
rispetto al condizionamento dei locali, nell’utilizzo degli elementi
architettonici per favorire i principi bioclimatici. Queste voci sono
strettamente legate all’impianto nella sua fisicità. Non
sono però da sottovalutare tutte le conseguenze ambientali legate
al complesso dei lavori di costruzione di un impianto: adeguamento delle
vie di comunicazione, predisposizione delle utenze necessarie al funzionamento
dell’impianto (acqua, luce, telefonia), elementi questi che comportano
una rilevante trasformazione del contesto ospitante.
Obiettivo fisico
Raggiungere il goal in questo caso significa migliorare il livello di
confort degli spettatori. Le linee di intervento sono essenzialmente
due. La prima di carattere tecnologico (di cui abbiamo già parlato
precedentemente) che può essere esemplificata, all’interno
dell’impianto, con la predisposizione di postazioni telefoniche
multifunzionali, all’esterno, con dei servizi tecnologici legati
alla gestione informatizzata del flusso di pubblico. La seconda riguarda
la cura della persona e del suo modo di abitare l’impianto sin
nei dettagli per esempio attraverso la predisposizione di poltroncine
o sedie ergonomiche ed indirizzate a questo specifico uso.