VEDERE L'IMPIANTO NEL FUTURO
da "Il Sole24Ore Sport", Stefania Gozzi e Giovanni Palazzi di StageUp.com spiegano i presupposti della costruzione di un impianto sportivo

Secondo le più moderne teorie di progettazione di impianti sportivi il successo di un complesso si caratterizza dal raggiungimento di quattro obiettivi diversi: economico, sociale, ambientale e fisico.
Da questa stringata premessa appare subito evidente che il concetto di progetto supera l’ottica architettonica per divenire oggetto di professionalità, competenze e creatività di tipo trasversale. Questo perchè è solo attraverso la trasversalità che l’opera riuscirà ad esplicare, in forma efficiente, il suo potenziale su tutti i pubblici di riferimento.Ogni impianto sportivo, per sopravvivere, deve vincere l’esame del tempo. Per far questo, nella fase della progettazione, si dovrà avere una visione futuristica, non limitata alla spinta emozionale dell’evento attuale, ma proiettata verso obiettivi di funzionalità futura.

Obiettivi economici
Il concetto in questo caso è molto semplice: il denaro complessivamente speso per la costruzione, la manutenzione e la gestione nell’intera vita dell’impianto, deve essere inferiore ai ricavi generati. Non deve necessariamente essere maggiore nel breve periodo ma deve esserlo, senza alcun dubbio, nel lungo termine.
Il ragionamento più importante da sviluppare a questo proposito è che i soldi spesi per la costruzione sono solo la punta dell’iceberg di quel che vi aspetta nei cinquant’anni di vita media della costruzione. In termini più semplici, i capitali che occorreranno nella vita dell’impianto, per permetterne l’uso, sono molto superiori ai capitali necessari per progettare oltre che costruire la struttura. Uno dei criteri più noti per conseguire l’obiettivo economico è quello denominato “teoria del petalo” elaborato da Rod Sheard, uno dei più conosciuti progettisti internazionali. Secondo questa semplice teoria esiste un parallelismo tra il complesso sportivo ed un fiore. Il fiore assolverà al meglio alla sua funzione se la grande e varia quantità dei petali attirerà molte api. Nell’ambito della metafora i petali dell’impianto sono rappresentati dalla soddisfazione dello spettatore, dal dare ai clienti ciò che vogliono; le api sono gli spettatori. Purtroppo, sino ad oggi, i progettisti hanno dato ben poca soddisfazione agli spettatori attirando (nella metafora) sempre meno api. La strategia per il successo è opposta: implementare sempre più il numero di petali: sedute confortevoli, servizi, parcheggi, trasporti pubblici raggiungibili, locali per videogame, musei e negozi, cinema. Lo scopo finale è raggiungere la soddisfazione e l’interesse dei clienti che verranno nel nostro impianto, godranno di quanto è stato costruito, spenderanno e genereranno ricavi.

Obiettivi sociali
Il dato insindacabile è che, soprattutto nei grandi eventi sportivi mondiali, la maggioranza delle persone appassionate non sono presenti fisicamente all’interno dell’impianto sportivo. Ad esempio, per il torneo di Wimbledon le persone che seguono la manifestazione dal vivo sono 400.000 mentre oltre un miliardo di persone hanno contatti con la manifestazione in modalità remota attraverso i mezzi di comunicazione di massa. In termini strettamente legati all’impianto e alla sua costruzione potremmo quindi dire che lo stadio tennistico che ospita Winbledon non ha (o potrebbe non avere) sostenibilità economica. In altri termini i ricavi derivanti dalla fruizione live dello spettacolo sportivo potrebbero non bastare a giustificare i costi di struttura.
Occorre però tener conto della funzione del complesso come attivatore sociale. In questa ottica e rivolgendosi al futuro, nel momento della progettazione, si dovranno tener presenti due tipologie di spettatori: coloro che frequentano gli impianti, e coloro che, colpiti dall’eco emotivo dell’evento, seguono la manifestazione attraverso i mezzi di comunicazione. Per soddisfare la prima tipologia, nel momento della progettazione dell’impianto, si dovrà considerare l’impatto sociale suscitato non solo sugli spettatori ma sulla città stessa. Localizzare uno stadio nel centro della città, amplifica la portata dell’evento per i visitatori e nello stesso tempo, può fungere da catalizzatore per la rigenerazione di un contesto urbano (come è avvenuto nel caso delle Olimpiadi di Barcellona del 1992). Per gli spettatori in remoto la tecnologia sta cambiando il modo di fruizione dell’evento sportivo. Nel futuro a breve e medio termine, sarà possibile vivere le grandi manifestazioni, attraverso la multimedialità dei servizi offerti dai nuovi mezzi di comunicazione (pay per view, internet, ecc.) con modalità di interazione biunivoca (ad esempio comprando il merchandise della manifestazione attraverso il commercio elettronico) godendo di uno spettacolo diverso derivante dalla possibilità di fruire del back-stage. Orientare la progettazione a tutto questo significa predisporre sin dall’inizio servizi tecnologici come il cablaggio in fibra ottica dell’intero impianto, definire con cura la visibilità del campo ed il posizionamento delle telecamere, investire in tabelloni digitali dell’ultima generazione….

Obiettivi ambientali
Favorire l’inserimento dell’impianto, all’interno di un contesto pronto ad accoglierlo, genera evidenti vantaggi sia dal punto di vista ambientale che economico. Molti dei costi di manutenzione, successivi alla fase di progettazione dell’impianto, sono legati al luogo in cui l’impianto sorge. Riducendo i consumi, da un lato otterremo la probabilità di rendere l’impianto economicamente sostenibile, dall’altro riusciremo anche a proteggere l’ambiente. Alcuni principi di compatibilità ambientale, hanno individuato degli spunti nel riutilizzo dell’acqua, nella ventilazione naturale rispetto al condizionamento dei locali, nell’utilizzo degli elementi architettonici per favorire i principi bioclimatici. Queste voci sono strettamente legate all’impianto nella sua fisicità. Non sono però da sottovalutare tutte le conseguenze ambientali legate al complesso dei lavori di costruzione di un impianto: adeguamento delle vie di comunicazione, predisposizione delle utenze necessarie al funzionamento dell’impianto (acqua, luce, telefonia), elementi questi che comportano una rilevante trasformazione del contesto ospitante.

Obiettivo fisico
Raggiungere il goal in questo caso significa migliorare il livello di confort degli spettatori. Le linee di intervento sono essenzialmente due. La prima di carattere tecnologico (di cui abbiamo già parlato precedentemente) che può essere esemplificata, all’interno dell’impianto, con la predisposizione di postazioni telefoniche multifunzionali, all’esterno, con dei servizi tecnologici legati alla gestione informatizzata del flusso di pubblico. La seconda riguarda la cura della persona e del suo modo di abitare l’impianto sin nei dettagli per esempio attraverso la predisposizione di poltroncine o sedie ergonomiche ed indirizzate a questo specifico uso.