XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2679

Onorevoli Colleghi! - L'attività delle scuole e degli insegnanti di tennis costituisce il cardine per l'avvicinamento a questo sport da parte di migliaia di persone e il pilastro fondamentale della ricerca, della selezione e della formazione degli atleti che costituiscono il serbatoio a cui il movimento tennistico nazionale può attingere per lo sviluppo dello sport del tennis. Rappresenta inoltre un punto di riferimento per l'attività motoria tanto caldeggiata dai medici poiché, in assenza di specifiche patologie, può essere praticato a qualsiasi età. Come infatti dimostrano le ricerche in materia, le nuove metodologie didattiche fanno sì che il tennis rappresenti, in particolare nell'età evolutiva, un'ottima attività fisica e possieda contemporaneamente una forte connotazione ludica ed educativa.
Le regole stesse che sottendono a questo sport stimolano i bambini e gli adolescenti allo sviluppo delle proprie potenzialità sia fisiche che relazionali, migliorano la coordinazione oculo-manuale, abituano ad allenare i tempi di attenzione e la capacità di gestire forza e movimento nello spazio.
La disciplina dell'accesso all'attività professionale di insegnante di tennis è però da sempre priva di un adeguato quadro normativo di riferimento. Di fatto, è stata per anni la Federazione italiana tennis a tamponare un vuoto che si traduce nel quotidiano in un danno all'utenza non opportunamente garantita sulle conoscenze e sulle capacità di chi può oggi incontrare in qualità di insegnante su un campo da tennis. In tal senso va chiarito che mentre la Federazione italiana tennis organizza percorsi formativi qualificati e di una durata da 60 a 1.000 ore di attività didattica a seconda dei livelli professionali, l'attuale assenza di regole consente ad enti di liquidare la formazione degli insegnanti di tennis in poche ore di corso, a pagamento e soprattutto senza nessuna oggettiva selezione di accesso. Tutto ciò va innegabilmente a danneggiare gli insegnanti che operano con requisiti professionali di alto livello, ma soprattutto i bambini che si avvicinano a questo sport senza una corretta guida.
Da anni la Federazione italiana tennis ha istituito percorsi formativi graduati su vari livelli tenuti da un corpo docente qualificato che opera nell'ambito della Scuola nazionale maestri, sulla base di requisiti oggettivi di accesso ai corsi e proponendo un percorso contrassegnato dalle più avanzate acquisizioni in materia e adeguato allo svolgimento di una vera e propria attività professionale. Inoltre, la Federazione stessa mantiene ed aggiorna, attraverso il Comitato direttivo della Scuola nazionale maestri, l'albo e gli elenchi dei soggetti abilitati ad insegnare il tennis presso i circoli affiliati alla Federazione quale strumento di garanzia e di controllo per tutti i soggetti coinvolti.
In mancanza di una legge dello Stato che ne riconosca ed estenda l'efficacia, il sistema di garanzie offerto dalla regolamentazione della Federazione è ad oggi vincolante solo nei confronti dei suoi tesserati ed affiliati.
La carenza di un'adeguata disciplina giuridica, nonostante l'impegno della Federazione italiana tennis nell'attività di selezione, formazione e aggiornamento professionale dei suoi maestri, ha comportato, tra l'altro, l'incontrollata proliferazione di soggetti che esercitano l'attività di insegnante di tennis senza la necessaria preparazione culturale e tecnica. Ciò a discapito dell'onorabilità e del prestigio della categoria, ma soprattutto ad evidente danno degli utenti che si trovano a pagare un compenso che non corrisponde ad un servizio ed ad un'attività didattica che un professionista qualificato dovrebbe fornire.
Senza una legislazione di riferimento che richieda agli aspiranti insegnanti di tennis di seguire ben definiti percorsi di formazione e che, una volta passato l'esame di abilitazione, li sottoponga a corsi di aggiornamento professionale a carattere periodico, il fenomeno sopra descritto è destinato ad aumentare in misura preoccupante, abbassando la qualità generale dell'intero settore.
Già da tempo, la Comunità europea ha provveduto attraverso due direttive, tra loro complementari, la direttiva 89/48/CEE e la direttiva 92/51/CEE, a disciplinare il settore delle qualifiche professionali, regolando la formazione professionale ed il riconoscimento dei titoli professionali acquisiti all'interno dell'Unione europea.
Entrambe le direttive sopra richiamate promuovono il diritto dei cittadini dell'Unione europea ad utilizzare le proprie conoscenze professionali in tutti gli Stati membri, completando e consolidando allo stesso tempo il diritto degli stessi di acquisire tali conoscenze nei luoghi in cui lo ritengano opportuno.
Lo Stato italiano ha inoltre recepito la normativa comunitaria sopra citata, regolante il riconoscimento delle qualifiche professionali con il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 115, ed il decreto legislativo 2 maggio 1994, n. 319.
Per quanto riguarda l'accesso alle professioni nell'ambito delle discipline sportive, le qualifiche professionali che in Italia hanno ad oggi ricevuto una regolamentazione legislativa specifica, risultano essere attualmente le attività di guida naturalistica, istruttore nautico, maestro di sci, guida alpina e guida speleologica.
Alla luce di quanto fin qui esposto, risulta non più procrastinabile l'emanazione di una legge che fissi i princìpi per lo svolgimento di questa attività professionale ai quali le regioni, in collaborazione con la Federazione italiana tennis, possano efficacemente ispirarsi nell'ambito delle loro competenze in materia. Le regioni e gli enti locali, così come il mondo della scuola e le stesse famiglie hanno il diritto di poter fare riferimento ad un quadro normativo chiaro per potere sviluppare e promuovere questa attività sportiva. In particolar modo si sottolinea come proprio la scuola, in un'ottica di sempre più ampia autonomia e margini di arricchimento con attività sportive dell'educazione fisica, deve poter vedere un raccordo sempre più forte con il mondo dello sport e le federazioni sportive. Tanti bambini e adolescenti potrebbero trovare infatti proprio a scuola l'occasione per un primo contatto con il mondo del tennis.
Va poi evidenziato che la presente proposta di legge demanda alla Federazione italiana tennis, quale ente senza fini di lucro riconosciuto dal Comitato olimpico nazionale italiano ed operante sotto la vigilanza dello stesso, il compito di gestire l'albo professionale degli insegnanti di tennis, di fissare e aggiornare i criteri e i metodi di insegnamento, nonché di determinare livelli omogenei nella preparazione tecnico-didattica richiesta ai candidati. Inoltre la proposta di legge riconosce alla Federazione il compito di stabilire, in virtù della propria posizione di membro della Federazione internazionale di tennis, la validità da attribuire ad autorizzazioni e diplomi rilasciati all'estero, nel rispetto del quadro normativo comunitario e nazionale.
Si segnala, infine, che uno dei compiti primari di questa proposta di legge è quello di eliminare l'improvvisazione in una attività di natura essenzialmente pedagogica, che richiede ormai un notevole bagaglio non solo tecnico, ma anche didattico, metodologico e culturale.

(Le sottolineature sono del Delfino)