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Asma:
il nemico nascosto in piscina
La pratica dell’attività fisica, si sa, fa bene.
Fare sport migliora il funzionamento dell’apparato cardiocircolatorio
e respiratorio ed è consigliato sia agli adulti che ai
bambini. Talvolta però l’esercizio fisico anziché
produrre benefici può procurarci qualche fastidio, specie
se lo pratichiamo in acqua.
“Dedicarsi all’attività fisica nelle piscine
coperte, come si fa di solito nella stagione fredda – spiega
la dottoressa Maria Rosaria Bonsignore, responsabile
dei progetti di ricerca sull’esercizio muscolare dell’Istituto
di Biomedicina e Immunologia Molecolare del Cnr di Palermo –
può determinare qualche problema a causa del cloro usato
per disinfettare l’acqua. L’ambiente chiuso fa sì
che questo gas passando dall’acqua all’atmosfera non
possa disperdersi e si concentri dunque nell’aria. L’alta
concentrazione di cloro può irritare le mucose respiratorie
fino a provocare i tipici sintomi asmatici: senso di costrizione
toracica, difficoltà di respirazione, tosse secca. Pensi
che lo scorso anno in Belgio è stato necessario chiudere
tutte le piscine coperte a seguito della diffusione di un’epidemia
di asma, determinata proprio dall’elevata quantità
di cloro presente nell’acqua. Studi sulla squadra finlandese
di nuoto hanno documentato che diversi atleti erano asmatici,
ma spesso ritornavano alla normalità qualche tempo dopo
l’interruzione dell’attività agonistica”.
Nuoto vietato dunque?
Assolutamente
no. Basta non trascorrere troppe ore in acqua. Questo sport, inoltre,
se praticato in piscine scoperte o al mare, non provoca alcun
fastidio, anzi può rivelarsi un toccasana proprio per chi
di asma soffre anche senza respirare il cloro.
Il motivo?
Si pratica in un habitat umido e privo di allergeni.
Autore:
Rita Bugliosi
Fonte: Maria Rosaria Bonsignore, Istituto di Biomedicina ed Immunologia
Molecolare del Cnr, Palermo, tel. 091/6802714-cell.328/7538815
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