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Cosa
c'e' in piscina
Nuotare vuol dire tonificare il corpo ma anche
rilassare la mente: l'acqua aiuta a cancellare ansia e stress,
sciogliendo le tensioni.
Pochi però sanno come
funziona una piscina.
La vasca più comune è quella a
ricircolo d'acqua con immissione dal fondo e sfioro superficiale
continuo lungo i lati più lunghi. In questo tipo, la piscina
è riempita con acqua potabile immessa da bocchette collocate
sul fondo. L'immissione dal fondo crea un movimento ascendente
della massa d'acqua che, trasbordando, defluisce nelle canalette
perimetrali ed è convogliata nella vasca di raccolta (di
compenso) ed inviata al filtraggio. E' il sistema che garantisce
una maggiore igiene perché il carico inquinante principale
in piscina (impurità, capelli, particelle di grassi, saliva,
muco) galleggia e si concentra negli strati superficiali della
vasca. Il nuotatore con occhi, orecchie e bocca è a contatto
proprio con la carica microrganica che è presente a pelo
dell'acqua.
Solo circa il 10% dell'acqua è cambiato
giornalmente, il resto è riciclata in modo costante ed
è filtrata e disinfettata. Se il ricircolo funziona male
(o al risparmio), l'acqua si arricchisce di sostanze organiche
(secrezioni degli utenti, residui di pelle, microrganismi, capelli,
ecc.) che, in un ambiente umido e caldo, costituiscono un terreno
di coltura per microbi e batteri. Per questo l'acqua deve essere
trattata con i disinfettanti, che neutralizzano i batteri ed i
flocculanti (sali di ferro e alluminio) che hanno il compito di
ripulirla dai residui organici.
La clorazione è da tutti riconosciuta essere la tecnica
più fidata, sicura ed economica per il trattamento dell'acqua
in piscina. Il cloro è in grado di neutralizzare un vasto
spettro di microrganismi. Allora: "Butta cloro!".
Troppo facile, il cloro è irritante per le mucose del naso
e anche degli occhi ed è contraddistinto da un odore penetrante.
Man mano che lo s'immette nell'acqua, il cloro si lega alle sostanze
inorganiche e poi a quelle organiche in essa presenti, dando luogo
al cosiddetto "cloro combinato". Il cloro si lega a
tutta la sostanza organica presente in acqua e le successive aggiunte
fanno sì che si accumuli il "cloro libero" che
crea altra sicurezza: un pronto intervento sui batteri e materia
organica in arrivo.
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Quando in piscina avvertite un forte
odore di cloro state in guardia, poiché si tratta
di cloro combinato, sintomo della presenza di fattori
inquinanti e di scarso rinnovo dell'acqua. |
La quantità di cloro necessaria a disinfettare
dipende anche dal pH (ovvero dal grado d'acidità) dell'acqua:
l'efficacia del cloro è maggiore se il pH è elevato
ma quest'ultimo non deve esserlo troppo perché potrebbe
causare bruciore agli occhi. La
presenza in acqua di elementi di natura organica può dipendere
da una eccessiva quantità di bagnanti o da acqua troppo
vecchia (ricircolo insufficiente). Nelle piscine ricreative
ed in quelle d'addestramento al nuoto, ogni 4 ore, tutta l'acqua
dev'essere riciclata (filtrata e disinfettata) e rimessa in circolo.
Inoltre, ogni 6 mesi le vasche devono essere svuotate per essere
pulite e per rinnovare completamente l'acqua.
I rischi, però, iniziano anche prima di
fare il bagno:
- il bordo vasca - in questa zona si sta a piedi nudi e, spesso,
ci si siede sul bordo appoggiando anche le mani a terra ed
è qui che quel piccolo velo d'acqua che ristagna nel
pavimento ha perso la carica disinfettante del cloro.
- lo spogliatoio - soprattutto se è uno solo nel quale
s'incontrano quelli che entrano e quelli che escono dalla
vasca; se non è pulito bene, può essere ricettacolo
di batteri.
- le docce - devono essere sempre in buon stato di manutenzione
e, va da sé, separate dagli spogliatoi.
- il bar - dove c'è può costituire un elemento
inquinante, per non parlare di quei gestori di piscina che
non vietano l'introduzione di recipienti di vetro e metallo
all'interno dell'impianto.

Precauzione in piscina
Principale spauracchio per chi va in piscina
sono le malattie della pelle che si trasmettono per contatto con
superfici infettate ma, è un problema che riguarda tutti
gli ambienti pubblici (palestre, spogliatoi, scuole, servizi igienici).
Frequenti sono le micosi cutanee: infezioni dovute a funghi come
la CANDIDA che si manifesta, spesso nella pianta del piede, con
chiazze rossastre e vescicole (PIEDE D'ATLETA).
Ci sono poi le VERRUCHE, lesioni cutanee dovute
a virus attivi soprattutto in ambiente umido (la piscina). Per
prevenirle usate sempre le ciabatte
negli spogliatoi.
Fra le malattie da piscina va ricordata l'otite. Per prevenirla
asciugate bene l'orecchio usando il phon ed evitando di introdurre
cotton-fioc che potrebbe causare microlesioni che aprirebbero
la strada alle infezioni.
Illustrazione da: "Il
libro del nuoto" Cento & più idee pag. 10
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