Con il termine "stile libero" s'indica comunemente il
crawl. È
uno stile a trazione alternata che permette di usare le energie
nel modo più efficace, riuscendo a garantire una continua
azione propulsiva (vedi "LA
FORZA MOTRICE NEGLI STILI").
E' questo il motivo per cui questo stile è adatto sia per
percorrere tratti a velocità elevata, sia per nuotare su
lunghe distanze. Il crawl si basa sulla continuità e scorrevolezza
di movimenti, con una costante applicazione di forza all'indietro,
contro l'acqua. Non vi è nessun scivolamento e il movimento
delle braccia è continuo, con minimi cambiamenti di velocità.
La respirazione e la posizione del corpo
Il busto giace prono sull'acqua e compie movimenti rotatori lungo
l'asse longitudinale (il rollio). Il capo è rivolto in
avanti, con lo sguardo verso il basso. Per nuotare bene a crawl
bisogna saper respirare correttamente. Solo una buona tecnica
di respirazione può permettere lunghe nuotate a crawl.
L'espirazione si esegue attraverso la bocca ed il naso.
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Un errore frequente
del nuotatore poco esperto è quello di mantenere
l'aria nei polmoni dopo aver immerso la testa senza espirarla.. |
L'inspirazione avviene esclusivamente con la bocca. L'espirazione
è quella che dura più a lungo e deve terminare nello
stesso momento in cui la bocca aperta affiora in superficie. Se
si espira lentamente all'inizio della trazione aumentando la fuoriuscita
d'aria fino alla fase di spinta, la testa può girarsi di
lato e facilitare una veloce inspirazione senza variare o, peggio,
interrompere il ritmo della bracciata. I ritmi della respirazione
più usati sono:
- ogni due bracciate (destro
+ sinistro e inspirazione) dove il capo si gira sempre dallo stesso
lato,
- ogni tre bracciate (destro
+ sinistro + destro e inspirazione) con la testa che, alternativamente,
è girata da un lato e dall'altro. Quando si respira guardate
con la coda dell'occhio la spalla, in modo che l'onda che si crea
tra testa e bocca agevoli l'inspirazione.
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La posizione della
testa, come in tutti gli stili, condiziona la posizione
del corpo e la coordinazione dei movimenti. Ne conseguono
gravi errori come:o sollevare troppo la testa per inspirare
o il capo resta immobile sul collo ed il corpo deve eseguire
una rotazione troppo ampia. |
La coordinazione
Le due tecniche più comuni di coordinazione braccia-gambe
sono:
1. crawl a sei battute: per ogni ciclo di bracciata (sinistra
+ destra) l'atleta esegue sei battute di gambe,
2. crawl a due battute: per ogni ciclo di bracciata si eseguono
due battute di gambe.
La seconda variante, essendo meno dispendiosa per lo scarso intervento
dei grandi muscoli delle gambe, è applicata nelle distanze
più lunghe.
La bracciata
Nel crawl le braccia imprimono la spinta determinante.
Per
avanzare il nuotatore deve prima di tutto "prendere l'acqua"
(fase di presa): entrata in
acqua pressappoco in linea con la spalla con la mano che affonda
muovendosi verso il basso.
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Il nuotatore avanza
come se stesse tirandosi ad una corda che gli permette di
spostarsi in avanti nell'acqua. |
Avanzando flette il gomito (fase di
trazione) cercando di muoversi facendo pressione sull'acqua
con una superficie più ampia possibile (mani e avambracci).
All'altezza
della spalla la mano si trova sotto il corpo e il gomito è
piegato ad angolo retto. Nella fase di
spinta il braccio si allunga sotto la cassa toracica
e l'addome. Con la fuoriuscita della mano dall'acqua inizia la
fase di recupero del braccio.
"Un
ottimo sistema per descrivere questa azione è di paragonarla
al fare scivolare la mano fuori dalla tasca dei pantaloni".
(J. E. Counsilmann)
Mentre il corpo ruota di lato (rollio), la mano e l'avambraccio
con il gomito piegato lasciano l'acqua con un'azione rilassata.
La testa, aiutata dalla rotazione del tronco, è
girata leggermente ma resta appoggiata nell'acqua. S'inspira con
la bocca. A questo punto reimmergete la mano davanti alla spalla.
Al momento dell'immersione nell'acqua, il braccio opposto starà
passando dalla fase di presa a quella di spinta.
I disegni sono tratti da J.E. Counsilmann
"Manuale di nuoto agonistico" Zanichelli
LA TRAIETTORIA
SUBACQUEA DELLA MANO

Il movimento delle gambe
Le gambe compiono un movimento alternato dal basso verso l'alto,
e il loro battere alternato ha soprattutto una funzione stabilizzatrice
della posizione del corpo
in acqua che, la bracciata e la respirazione, tendono a rendere
instabile. Il movimento inizia a livello dell'anca. Il nuotatore
spinge prima di tutto la coscia verso il basso, a causa della
resistenza dell'acqua la caviglia rotea verso l'interno (intrarotazione
dei piedi). Prima che il piede abbia raggiunto il punto massimo
di affondamento la coscia inizia il movimento verso l'alto e la
battuta termina con la risalita del piede.
"Se
(le gambe ndr) non sono preparate adeguatamente, esse si stancheranno
e diventeranno meno efficienti nel loro ruolo stabilizzante, permettendo
pertanto ai fianchi e alle gambe di affondare troppo e di muoversi
lateralmente creando una resistenza non desiderata" (J.
E. Counsilmann).
Le gambe vanno mosse ritmicamente e senza interruzione
con un movimento lento e dolce, le caviglie rilassate e i piedi
distesi.
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I piedi NON devono battere fuori
dall'acqua spruzzando ovunque. |
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