Molti, tantissimi uomini e donne
usano le pinne ma non tutti sanno che questo attrezzo praticamente
nacque per usi bellici all'inizio della seconda guerra mondiale:
1940 all'incirca. Specialmente la Marina Militare Italiana ne
fece largo uso nei gruppi incursori. Il primo nuotatore pinnato
fu,
di
conseguenze, un militare: il comandante Ferraro, un ligure,
che nottetempo trascinandosi per diversi chilometri una particolare
mino, denominato "mignatta" andava ad appiccicarla
allo scafo di qualche sfortunato nove inglese. Finito la guerra
il comandante Ferraro, oltre ad essersi guadagnato la medaglia
d'oro al volar militare ha continuato a nuotare con le pinne
ma fortunatamente senza mine, imitato da un numero sempre crescente
di seguaci non solo militari ma anche civili.
E vennero le prime gare: la traversato della Senna a Parigi,
il trofeo Ghisleri a Trieste, il Canal Salsa o Mestre, i 22
chilometri dei Naviglio o Milano ed altre. Chi non ricorda le
favolose traversate di Paolo Donaggio? Una per tutte: la Trieste-Venezia.
Pensate nuotare da Trieste a Venezia, notte e giorno, senza
mai toccare ferro o salire su uno barca! Davvero un mito. Inizialmente,
sessant'anni fa, la Marine Militare usava delle pinne di propria
invenzione, in gomma durissimo irrobustita da due stecche di
acciaio per tutto la lunghezza della paio. la pinne aveva una
lunghezza complessiva di cm 30 ed una larghezza di cm 10/12.
Il piede alloggiava trattenuto do un cinghiolo regolabile. Un
altro tipo di pinna, sempre in gomma, ere di dimensioni maggiori,
ed ebbe fortuna e vita, con una paia a forma trapezoidale ed
una morbidezza progressiva della gommo verso lo punto. Questa
pinna, pur continuando ad essere usato specialmente per l'adattamento
dei piede con l'adozione di calzari più o meno spessi,
cedette il posso ad una pinna più confortevole: sia perché
proteggeva tutto il piede con la scarpetta, sia perché
era fatto di gomma a mescole diverse secondo i punti, sia perché
concedeva un più comodo alloggiamento dei piede senza
traumatizzarne le dito. Vari studi furono fatti sia sulla lunghezza
che doveva avere la paio, sia sul materiale che poteva essere
usato sempre per costruire la pala. Si provarono pinne con pale
da cortissime a lunghissime. Pale in bronzo, acciaio armonico
inossidabile ed infine l'attuale fibra di vetro.
Oggi la pinna da competizione per gare di nuoto pinnato presento
queste caratteristiche: alloggiamento per il piede con il cinghiolo
fisso, lunghezza della paia dai 70 ci 95 cm, larghezza dai 20
ai 22cm, graduale assottigliamento della paia verso l'estremità.
la tendenza è quella di orientarsi su un allungamento
che dia la massimo elasticità.
Alcuni costruttori, in questo tipo di ricerca, hanno cominciato,
in questi anni, ad immettere sui mercato delle pinne con la
paia in carbonio. Ottimo materiale ma anche, a luit'oggi, molto,
troppo costoso per uno sport dove le attrezzature subiscono
delle sollecitazioni violentissime e le rotture, purtroppo,
sono abbastanza frequenti.
Circa nel 1979 è comparso lo monopinna che viene azionata
con movimento sincrono delle gambe in somiglianza dei movimento
della pinna caudale dei delfino. la paia è unica in fibra
di vetro largo dai 55 ai 70 cm e lungo altrettanto.
I piedi alloggiano paralleli trattenuti da cinghioli fissi.
A questo punto un cenno sulle gare che vanno dai percorsi in
piscina identici a quelli dei nuoto puro alle gara in mare,
laghi e fiumi: dai 2 km dei mezzofondo, ai 4 Km dei fondo ed
il granfondo, oltre 12 Km, gare queste ultime, in verità,
molto rare.
da "NON SOLO PESCA" N.1
- 2004 pag. 4 di Sergio Richard